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sfruttate le possibilità offerte dalla grande varietà di elementi radio-
     attivi che si possono produrre artificialmente e che permetteranno
     di porre le sostanze attive in forme chimiche che possano essere adatte
     al raggiungimento di determinati effetti.
            Ma anche indipendentemente da queste possibilità, l'uso delle
     sostanze radioattive artificiali in quantità rilevanti renderà possibili, io
     spero, anche molte interessanti ricerche nel campo della biologia e della

     chimica, usando i radio elementi come "indicatori". Consideriamo per
     esempio il radiofosforo; esso è chimicamente identico al normale fosforo,
     del quale è isotopo. D'altra parte le sue proprietà radioattive permettono
     di riconoscerne la presenza e di dosarne la quantità col semplice uso
     di una camera di ionizzazione. Mescolando quindi fosforo radioattivo
     al fosforo contenuto negli alimenti, si può seguire il comportamento
     di questo elemento in un essere vivente come è stato già dimostrato

     dalle belle ricerche iniziate da Hevesy a Copenhagen e proseguite da
     Segrè e Artom a Palermo.
            Il comportamento sia biologico che chimico di molti elementi
     potrà così venire seguito durante lo svolgimento dei processi chimici
     o vitali con sole misure di radioattività effettuate dall'esterno senza
     alterare o disturbare comunque i processi in atto. lo ritengo che ricer-
     che di questo genere troveranno un ambiente particolarmente adatto
     in questo Istituto di Sanità ove sono riuniti, accanto al laboratorio
     di Fisica che produrrà le sostanze radioattive artificiali, anche dei labo-

     ratori, ottimamente e modernamente attrezzati, di Chimica, Biologia
     e Batteriologia.
             Mi sia pertanto concesso di concludere questa conferenza
     con la espressione della speranza che i progetti in corso permetteranno
     di realizzare qui in una forma costruttiva quella collaborazione tra
     Fisica, Chimica e Biologia che è così frequentemente auspicata

     dai cul tori di tutte e tre queste scienze; le quali, pur avendo nomi diversi
     ed essendo per una necessaria divisione del lavoro coltivate da persone
     diverse, non sono in realtà altro che capitoli della unica grande scienza
     della natura.









                                                                       Enrico Fermi I 19
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